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Studenti al freddo e riscaldamento solare

Apprendo oggi che centinaia di studenti siciliani sono al freddo, vanno a scuola con coperte e cappotti e chissà per quanto tempo dovranno ancora farlo. Colpa dell’ondata di gelo, ma anche di impianti vecchi, caldaie rotte, bollette non pagate.Ne parlo un po’ in giro, e scopro che anche a Roma ci sono varie scuole al freddo.

E’ la scuola italiana, bellezza, che ci vuoi fare?

Poi mi capita di parlarne con Mario Pagliaro, ricercatore dell’Istituto dei materiali nanostrutturati del Cnr di Palermo e fondatore nel 2007 del Polo Solare della Sicilia, che è stato fra gli esperti intervistati da Alessandro Cacciato nel volume Il petrolio? Meglio sotto terra (appena pubblicato ​da StreetLib). E qualche idea su cosa si potrebbe fare comincia a venirmi.

Mario, che una decina di anni fa ha coniato il termine ‘helionomics’ per indicare l’economia dell’energia solare (allora praticamente inesistente) è da tempo convinto assertore che il solare potrebbe essere la chiave di volta dell’economia siciliana e in parte nazionale. Ricostruisco un’intervista pescando nelle nostre conversazioni e – con il suo consenso – anche nelle dichiarazioni rilasciate a Cacciato per il libro.

Il solare è davvero un’alternativa valida per liberarci dalla dipendenza dal petrolio? E’ un’alternativa assolutamente realistica, ma a patto di agire subito, adesso che il costo del fotovoltaico è quasi azzerato e la crisi economica, sottolineata dal crollo dei consumi energetici, richiede di liberare risorse per famiglie e imprese​. ​In Italia abbiamo ‘solarizzato’ 500mila tetti su 11 milioni di abitazioni ​mono​ e bifamiliari, ​e sono un milione i capannoni ancora da solarizzare. Con un impianto solare ci si libera sostanzialmente dalla bolletta elettrica, come sanno bene, ad esempio, al Porto di Palermo​ dove sui tetti dei capannoni usati come deposito su una superficie di 7000 mq​ è integrato un impianto di 850 ​chilowatt che genera oltre 1 milione di chilowattora ogni anno.

Una soluzione che andrebbe bene anche per le scuole? Per qualsiasi edificio, con qualsiasi destinazione d’uso. Questo nell’immagine qui sotto è il ​tetto ​di un cineteatro di Palermo, reso fotovoltaico ​attraverso una guaina ​su cui aderiscono moduli fotovoltaici flessibili per una potenza complessiva ​d​i quasi 16 chilowatt. Oltre alla generazione di abbondante elettricità attraverso un impianto invisibile, il gestore del teatro beneficia della completa impermeabilizzazione del tetto, e di un significativo isolamento termico durante i prolungati mesi estivi della Sicilia.

teatro cristal
Per gli edifici storici però…  Non c’è più alcun conflitto. Abbiamo pubblicato nei mesi scorsi nella letteratura scientifica internazionale le Linee guida per l’integrazione architettonica del solare tanto nei centri urbani che nelle isole della Sicilia. E sono proprio alcuni pionieristici impianti realizzati in Sicilia, fra l’altro, ad averlo dimostrato. Come quello nella foto qui sotto. Solo che ancora oggi accade che il Papa ​disponga a pochi metri dalla Cupola di S. Pietro di un impianto fotovoltaico da oltre 2​20 chilowatt sul tetto dell’Aula ‘Paolo VI’, realizzato ​nel 2008 in conformità ai più stringenti vincoli internazionali ​sul restauro.​ Mentre in Sicilia vige il vincolo preventivo su pressoché tutto il territorio regionale.​

aula nervi2

Tornando alle scuole, la situazione è davvero così grave?  E’ contraddittoria: la Regione più assolata d’Italia, e anche la più ricca di gas e petrolio, non è in grado di dargli un poco di calore. Assurdo, ora che disponiamo della tecnologia necessaria! Il solare è il futuro della Sicilia.

Quale tecnologia sarebbe adatta per gli istituti scolastici?  Il fotovoltaico genera con facilità sia elettricità che calore. E con grande facilità. Questo nell’immagine qui sotto è un pannello solare ad aria installato sulla ringhiera di un condominio di Palermo. Genera gratuitamente ogni giorno centinaia di metri cubi di aria calda e asciutta veicolati gratuitamente all’interno dell’appartamento​ da una piccola ventola fotovoltaica​ nascosta nel pannello​. Il flusso di aria calda e ricca di ossigeno ventila gli ambienti, oltre a riscaldarli, e ​porta via i contaminanti.​ I benefici s​i misurano sia in denaro, grazie a una bolletta del gas pressoché azzerata, che​ in termini di benessere. Questa tecnologia sarebbe particolarmente utile per le scuole siciliane, afflitte da impianti di riscaldamento obsoleti e spesso prive di risorse per pagare il costo del combustibile.

st aria pmo
Oltre agli studenti, anche le amministrazioni ne trarrebbero beneficio? Certo. Per esempio il fotovoltaico è il modo migliore per liberare le amministrazioni locali dal costo della pubblica illuminazione. Questi qui sotto sono i lampioni fotovoltaici di nuova generazione installati sul Lungomare di Palermo, in margine alla nostra presidenza di A​mg Energia. A chi pensi che non sia possibile illuminare così un’intera città, basti il caso di Imperia​, in Liguria​, dove​ ​i lampioni fotovoltaici installati in rapporto al totale sono già quasi 300 ​ogni mille punti luce​.​

lampioni fv pmo2

Hai detto prima che il solare rappresenta il futuro della Sicilia. In concreto, a cosa pensi? Il costo delle tecnologie è crollato, e la loro applicabilità è divenuta universale. Ci sono grandi risorse comunitarie a disposizione per le energie rinnovabili e l’efficienza energetica, ma famiglie e imprese non possono ricorrervi perché in quasi tutto il territorio regionale vige il vincolo preventivo. Il nuovo Governo regionale avrà il compito di varare una legge che promuova il ricorso massivo di tutti i siciliani, inclusi gli abitanti delle isole minori, all’energia del sole, adottando nell’ambito della nuova legge Linee guida all’avanguardia per l’integrazione architettonica e paesaggistica. Poi ci sarà bisogno di formare i tecnici regionali perché affianchino quelli dei Comuni e promuovano l’adozione massiva dell’energia solare in tutti gli edifici e in tutti gli impianti di illuminazione pubblica.

 

E’ quando stare al freddo, dipendere energeticamente, rimanere indietro comincia a non essere più una necessità ma una scelta, che i conti iniziano a non tornare più…