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Una foglia artificiale per colonizzare lo spazio

Il testo che segue non è mio ma di Claudia Morucci, che ha frequentato il corso di Comunicazione di scienza e tecnologia dell’energia che io e Piero Martin, fisico dell’università di Padova, abbiamo tenuto anche quest’anno alla Luiss di Roma.
Si tratta di un corso con un focus sull’energia, trattata a partire da due punti di vista distinti ma convergenti: da un lato la comunicazione della scienza, dall’altro la vera e propria scienza dell’energia. Un interessante lavoro interdisciplinare che restituisce uno sguardo d’insieme su un tema attuale e di estrema importanza economica e sociale.

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Può sembrare la trama di un film, invece si tratta della realtà:  in un futuro non molto lontano l’uomo potrà partire alla conquista dello spazio, cominciando da Marte. Il pianeta rosso, per via della sua atmosfera ma anche per la sua formazione ed evoluzione, è il solo, all’interno del sistema solare, ad essere paragonabile alla Terra. La NASA nel 2020 invierà una sonda che, trasmettendo ulteriori dati sulle condizioni ambientali, aiuterà a preparare il terreno per il futuro sbarco dell’uomo. La navicella (Mars 2020 Rover) che metterà piede sul suolo marziano, oltre a prelevare  materiale per nuove possibili ricerche scientifiche, sarà dotata di uno speciale strumento: il Mars Oxygen ISRU Experiment (MOXIE). Quest’ultimo, ancora in via di progettazione, genererà uno degli elementi più preziosi per la vita umana, l’ossigeno, utilizzando l’anidride carbonica che, su Marte, è presente in quantità maggiori rispetto a tutti gli altri gas (il 95% dell’atmosfera contro lo 0,13% di ossigeno).

La Nasa comunque non è l’unica a cercare di generare ossigeno tramite sofisticate macchine. Sembra infatti che un giovane neolaureato di Londra abbia raggiunto lo stesso obiettivo ed il suo desiderio, come lui stesso afferma, è quello di poter un giorno collaborare proprio con l’agenzia spaziale americana. Il ragazzo, Julian Melchiorri del Royal college of innovation design engineering of art, ha creato la prima foglia artificiale che produce ossigeno allo stesso modo di quelle vere.

 

Silk-Leaf-by-Julian-Melchiorri_dezeen_01_644

L’invenzione, chiamata Silk Leaf Project e portata avanti insieme con la Tufts University, è ancora in fase di sperimentazione. Per la realizzazione di questa foglia Melchiorri si è servito dei cloroplasti, organuli presenti nelle piante e nelle alghe e responsabili del processo di fotosintesi clorofilliana, che sono stati poi inseriti all’interno di un secondo componente: le proteine della seta, che hanno il potere di stabilizzare le molecole. Una volta creata la struttura, la foglia è in grado di svolgere il processo chimico che si realizza in natura tramite l’utilizzo di CO2, acqua e luce.  Insomma se questo esperimento dovesse rivelarsi efficiente potrebbe essere veramente impiegato dall’uomo per le missioni spaziali, e come dice Melchiorri, questa invenzione permetterebbe di compiere viaggi di lunga distanza e di esplorare lo spazio molto più di quanto sia possibile fare adesso. In realtà questa foglia biosintetica trova molteplici applicazioni anche sulla Terra, tanto che sono state studiate possibili future soluzioni ecosostenibili in grado di conciliare architettura ambientale e vita urbana. Una di queste consiste nella realizzazione di grandi lastre di questo materiale innovativo, applicabile sulle pareti esterne degli edifici e capace di respirare per ottimizzare la qualità dell’aria delle città in cui viviamo, agendo come un depuratore.  Melchiorri ritiene che qualora questa foglia artificiale venisse applicata in grandi quantità, specialmente nelle aree maggiormente urbanizzate, sovraffollate e con pochi spazi verdi,  potrebbe ridurre notevolmente la quantità di biossido di carbonio, l’inquinamento ambientale e di conseguenza migliorare anche la salute dell’uomo. L’invenzione svolge dunque un’azione di filtraggio e di purificazione dell’aria, una funzione di vitale importanza soprattutto in un periodo in cui il tema dei cambiamenti climatici  è al centro delle agende politiche della maggior parte dei paesi.

L’AUTRICE

Claudia Morucci, ventuno anni, è nata a Roma dove al momento studia scienze politiche alla Luiss. Da sempre affascinata dalle diversità tra paesi, e con una gran voglia di conoscere nuove culture e tradizioni, vorrebbe continuare gli studi nel campo delle relazioni internazionali e diplomatiche tra gli stati, concentrandosi maggiormente sull’ambito dell’Unione Europea.