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Città del futuro? La risposta è… green

Forse vivremo in un edificio alto 700 metri, forse in una casa situata nelle profondità dell’oceano. Chi lo sa. Una cosa è certa: saranno città ecosostenibili

Il testo che segue non è mio, ma di Mara Peverini, che ha frequentato il corso di Comunicazione di scienza e tecnologia dell’energia che io e Piero Martin, fisico dell’università di Padova, abbiamo tenuto anche quest’anno alla Luiss di Roma.
Si tratta di un corso con un focus sull’energia, trattata a partire da due punti di vista distinti ma convergenti: da un lato la comunicazione della scienza, dall’altro la vera e propria scienza dell’energia. Un interessante lavoro interdisciplinare che restituisce uno sguardo d’insieme su un tema attuale e di estrema importanza economica e sociale.

 

L’emergenza inquinamento e l’aumento della popolazione mondiale, che secondo recenti stime potrebbe toccare quota nove miliardi di persone nel 2045, sono due delle principali ragioni che negli ultimi anni hanno spinto architetti, urbanisti, ingegneri e perfino sociologi a elaborare progetti sulle città del futuro.

 

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Chi le immagina abitate da macchine volanti e robot si è fatto un’idea sbagliata: da anni infatti l’obiettivo principale è la ricerca di una soluzione più green.

Questa risposta sembra oggi averla fornita il messinese Claudio Lucchesi, cofondatore dello studio UFO, vincitore della Shenzhen Bay Super City Masterplan Competition per la realizzazione di un nuovo distretto finanziario nella baia di Shenzhen, in Cina, con il progetto Cloud Citizen.

 

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Il progetto prevede la realizzazione di una mega struttura di tre grattacieli interconnessi da strutture sospese, in opposizione con il classico grattacielo monolitico. “Il principale obiettivo era di realizzare un grattacielo dove potesse essere integrato con il verde – mi ha detto Claudio Lucchesi – e avere la sensazione, all’interno, di non vivere in un grattacielo, ma di avere un contatto con la natura. L’idea è quella di far sì che tutte le parti sospese migliorino la qualità della vita e del lavoro. Ho cercato il collegamento con la vecchia tradizione, quella che troviamo nei vicoli di Pechino (i cosiddetti  “hutong”), dove c’erano numerosi corsi d’acqua e molto verde, spazzati via dalla cementificazione. Shenzhen per esempio è una città nuova, che ha solo 35 anni, eppure vi sono già stati costruiti più di 350 grattacieli, senza rispetto per l’ambiente”. Cloud citizen vuole dunque riscoprire le tradizioni e le bellezze della vecchia Cina, e integrarle con le nuove tecnologie, incentrate soprattutto sull’ ecosostenibilità: “Ci saranno sistemi di raccolta di acqua piovana – continua Lucchesi – e sono state realizzate delle turbine eoliche nei balconi sospesi, che consentono di sfruttare l’energia eolica e in più, in risposta al grande problema delle emissioni di CO2, sull’edificio sono state realizzate delle pareti che trasformano l’anidride carbonica in ossigeno. Infine, saranno presenti anche dei nuovi sistemi di smaltimento dei rifiuti”.

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Il problema del forte aumento della popolazione potrebbe portare a dover cercare un luogo alternativo, dove far vivere le persone, che non sia la Terra. La prima idea che potrebbe venirci in mente è quella di andare a vivere su navicelle spaziali, ma la società Giapponese Shimizu Corp fornisce un’idea alternativa: il progetto di una città negli abissi, realizzabile nei prossimi 15 anni e che potrebbe ospitare ben 5000 persone.

 

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Secondo il progetto, del valore di ben 16 miliardi di sterline, la città sarà suddivisa in varie sezioni, con un primo livello che ospiterà zone residenziali, commerciali e alberghi e in più una seconda parte dove verranno realizzati laboratori scientifici. Ovviamente Ocean Spiral, questo il nome della città così chiamata per la forma a spirale, sarà ecologica e sfrutterà in vario modo il mare per i suoi bisogni essenziali. Innanzi tutto desalinizzando l’acqua per ottenere quella potabile necessaria alle aree residenziali, ma anche per produrre elettricità, convertendo CO2 in metano attraverso l’utilizzo di microorganismi subacquei.

Pronti a traslocare?

 

L’AUTRICE

Mara Peverini ha 21 anni e studia alla triennale di Scienze Politiche alla Luiss Guido Carli di Roma. Ha da sempre una grande passione per il giornalismo e il suo sogno è quello di diventare una reporter cinematografica. Una volta terminati i suoi studi a Roma sogna di potersi trasferire in Canada, dove le piacerebbe vivere. Oltre al giornalismo è amante del cinema e delle serie tv americane, è vegetariana e sostiene i diritti degli animali e dell’ambiente.